Radio-intervista al Posto delle parole

Per chi l’avesse persa e fosse interessato, ecco la registrazione della puntata del Posto delle parole dedicata a Fortunale.

Elia Rossi “Fortunale”

Buon ascolto!

 

Presentazione al Circolo dei Lettori

circolo

 

 

Sabato 8 ottobre, alle 18, presenterò Fortunale al Circolo dei Lettori di Novara, insieme ad Alessandro Barbaglia.

 

 

lazzarelli

 

L’evento è organizzato con la collaborazione della Libreria Lazzarelli di Novara.

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Ovviamente, sarò felice di vedervi! 

Fortunale su VideoNovara

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Oggi sono stato negli studi di “Incontro con l’autore” di Federica Mingozzi, per parlare di Fortunale.

Non perdete la messa in onda, perché all’8 minuto veniamo interrotti da un polipo ballerino che canta i numeri del lotto.

Le puntate andranno in onda: LUN 19 alle 19, MERC 21 alle 17, VEN 23 alle 10.45, su VideoNovara (canale 21 oppure 05 per Novara e 43 per Vercelli).

Coincidenze.

i pugnalatori

E’ successo ieri, verso l’inizio della mattinata. Stavo guidando quando, improvvisamente, mi sono trovato a pensare a lui. L’avevo incontrato tre o quattro estati fa, al mare, e, al ritorno, ci eravamo scritti qualche volta. Per quanto poco ci conoscessimo, almeno per un paio di mesi ci eravamo considerati amici. Poi l’avevo completamente rimosso.

Chissà perché m’è tornato in mente?

Ma quel che era veramente frustrante è che non riuscivo a ricordare il suo nome. Mi spremevo le meningi, riuscivo a farmi tornare alla mente la sua voce, il nome della sua ragazza, il fatto che lei fosse di Ravenna e lui di Lugo. Addirittura riuscivo a ricordare la maglietta viola con cui scendeva in spiaggia alla mattina.

Ma, del suo nome, niente.

E sì che per scherzare lo chiamavo con nome e cognome. Secco.  Dicevo: “Deh, Andrea Pradella (nome fittizio, non ricordandomi quello vero), com’è pensare che da dopodomani sarai in ufficio?” E lui si voltava verso la spiaggia, con la pancia ritratta per le onde che lo spruzzavano, e sbuffava: “Elia Rossi, ma tu mi vuoi proprio rovinare gli ultimi giorni?”

Nel corso della giornata mi sono ritrovato a pensarci altre volte. Chissà perché, dopo quattro anni, proprio oggi m’è tornato in mente? E, maledizione, come cavolo si chiamava? Forse Alberto qualcosa.

Va be’, lasciamo perdere. Però, strano.

Poi, ieri sera, mi stavo mettendo a leggere. Ho cercato il libro che avevo interrotto a metà la sera prima, Una stagione selvaggia, di Lansdale. Ma subito mi sono ricordato che l’avevo lasciato in macchina. E non mi andava di uscire a prenderlo. Così ho pensato di pescare qualcosa dalla libreria. Un libro che fosse breve, giusto per riempire la serata e poter ritornare a Lansdale il giorno dopo, senza lasciar nulla in sospeso.

Mi è capitato tra le mani I pugnalatori, di Sciascia. Credo l’avesse comprato mio papà almeno vent’anni fa. Mai aperto in vita mia.  Uno di quei libri che sono sempre stati lì.  Breve, era breve. E poi ho guardato la quarta di copertina: nella notte del 1 ottobre 1862, a Palermo, 13 persone sconosciute tra loro vengono accoltellate in 13 punti diversi della città. Mi ha intrigato, così mi sono messo a leggerlo.

Ero a pagina 17, nel punto in cui Sciascia elenca il nome dei pugnalatori: Angelo d’Angelo, Pasquale Masotto, Gaetano Castelli, Giuseppe Calì, Giuseppe Girone, Antonino Serina e…

E qui mi sono fermato. Come di fronte a un lampo. Ecco, sì: Antonino Serina. Quel ragazzo che avevo conosciuto al mare, quello con la maglia viola e la ragazza di Ravenna, si chiamava proprio Antonino Serina.

Dopo un’intera giornata a scervellarmi, il suo nome mi è giunto su un piatto d’argento. Come un sms da un numero sconosciuto. Anzi: da un cellulare inesistente. Pazzesco, ho pensato. E sono andato avanti a leggere.

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Prossima uscita, Fortunale!

La prossima settimana uscirà il mio secondo romanzo:

Fortunale

con la casa editrice L’Erudita.

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Il protagonista è un autore di satira, costretto quotidianamente a cibarsi di notizie-spazzatura per confezionare pezzi da mettere in rete.  Ma un giorno ne legge una che lo sconvolge. Un ragazzo, soprannominato l’Arabo, è morto in un incidente stradale, mentre stava scrivendo un romanzo sulla vita di Walter Bonatti.  E’ lo stesso romanzo che anni prima aveva cercato di scrivere lui. Con lo stesso stile, gli stessi riferimenti: è esattamente il suo romanzo.

Nel tentativo di sbrogliare questa coincidenza, si troverà a inseguire gli scherzi del caso e del destino. Ad abbandonarsi al fortunale e alle sue leggi.